Che cos'è il valoro
Il concetto di valoro rappresenta un neologismo che mira a sostituire il termine “lavoro” e ad evidenziare un’attività che genera valore sia per sé che per altre persone, indipendentemente dal riconoscimento o dalla retribuzione di mercato. Questa nozione intende valorizzare le diverse forme di contributo sociale, culturale, ambientale e altro ancora, andando al di là della logica produttiva e consumistica. Il concetto di valoro è stato introdotto da autori e movimenti che si occupano di economia solidale, decrescita, beni comuni e felicità interna lorda.
In sintesi, il valoro rappresenta ciò che conferisce significato e soddisfazione alla vita di una persona, indipendentemente dal suo status economico o professionale. Può assumere la forma di un hobby, un’arte, un volontariato, una cura, una condivisione, una ricerca, una passione e così via. Fondamentalmente, si basa sul riconoscimento del proprio potenziale e delle proprie capacità, non solo dal punto di vista intellettuale e professionale, ma anche morale, sociale e creativo.
Qual è il valoro che porto con me?
Il mio campo di esperienza più sviluppato tocca in particolare i temi della tecnologia e dell’affettività. Sono effettivamente materie apparentemente distanti, ma non quando la prima viene messa al servizio della seconda. Curare relazioni amicali e sessuo-affettive a lungo raggio può essere complicato ed è per questo che gli strumenti di telecomunicazione possono diventare un ponte necessario per arrivare al cuore delle persone che ci piacciono.
Creare nuove connessioni umane costruttive è ciò che amo fare nella mia vita e che l’ha resa così ricca di possibilità. Condividere le mie esperienze ed intrecciarle con quelle altrui è un dono che offro molto volentieri a chi mi vuole bene. Un piccolo esempio di qualcosa a cui ho valorato in modo che sia disponibile sul lungo termine, è ad esempio la Lista dei Desideri Relazionali, raggiungibile proprio qui, che rappresenta qualcosa di utile e gratuito che mi andava di fare per chi mi conosce.
Ciò che mi stimola e risuona con le mie abilità sono cose come: cercare soluzioni a problemi di vita quotidiana, tessere reti sociali nel locale e nel digitale, produrre grafiche per il web, offrire consulenze emotive e supporto morale, tenere in ordine la casa e prendermi cura dei miei amori.
Manifesto Valorista (scritto con claude.ai)
1. Il valoro come fondamento dell’esistenza. Riconosciamo che ogni essere umano genera valore attraverso la cura, la creazione, la relazione e la resistenza — indipendentemente dal mercato. Il valoro non si vende: si vive.
2. La cura è politica. Il lavoro di cura — storicamente femminilizzato, invisibilizzato e non retribuito — è il pilastro di ogni società. Lo rivendichiamo come valoro collettivo, non come obbligo privato.
3. Abbattiamo la gerarchia tra i corpi. Nessun corpo vale più di un altro: non per genere, sesso, razza, abilità, specie, o produttività economica. La dignità non è meritocratica.
4. Il transfemminismo come bussola. Rifiutiamo ogni sistema che normalizzi i corpi per renderli funzionali al capitale. L’autodeterminazione di genere è un atto valorista: resistenza all’uniformità produttiva.
5. La Terra non è una risorsa. Con l’ecofemminismo affermiamo che il dominio sulla natura e il dominio sui corpi femminilizzati hanno la stessa radice patriarcale e capitalista. La Terra è soggetto, non oggetto.
6. Antispecismo come coerenza etica. Estendere la cura oltre la specie umana non è sentimentalismo: è rigore morale. Il benessere animale è parte integrante di qualsiasi visione emancipatoria seria.
7. Decolonizziamo il valore. Le culture indigene, i saperi tradizionali, le economie del dono e del reciproco sostentamento sono forme avanzate di valoro — non arretratezze da sviluppare.
8. Decrescita felice, non austerità imposta. Vogliamo meno produzione di merci e più produzione di senso. La decrescita non è povertà: è la scelta collettiva di vivere meglio consumando meno e relazionandoci di più.
9. I beni comuni sono sacri. Acqua, terra, conoscenza, spazio urbano, tempo libero: nessuno può appropriarsene. I beni comuni sono la forma materiale del valoro condiviso.
10. Il benessere psicologico è una questione strutturale. La crisi di salute mentale non è individuale. È il sintomo di un sistema che aliena, isola, misura e scarta. Curarsi è un atto sovversivo.
11. Abolire la colpa della non-produttività. Il riposo, il gioco, la contemplazione, l’ozio creativo non sono sprechi: sono valoro puro. Nessuna persona dovrebbe vergognarsi di non essere abbastanza utile al mercato.
12. Interdipendenza come forza. Siamo esseri di relazione, non atomi in competizione. Riconoscere la propria vulnerabilità e dipendenza dagli altri è saggezza, non debolezza.
13. L’economia solidale come pratica quotidiana. Gruppi di acquisto, reti di mutuo aiuto, cooperative, time bank, orti condivisi: il valoro si costruisce ogni giorno, nei gesti piccoli e radicali dell’economia dal basso.
14. Giustizia climatica e giustizia sociale sono la stessa lotta. Chi subisce di più la crisi ecologica è chi ha contribuito meno a crearla. Non c’è ecologia senza giustizia, non c’è giustizia senza ecologia.
15. Rifiutiamo la felicità come performance. Il benessere autentico non si fotografia, non si ottimizza, non si vende. È silenzioso, discontinuo, collettivo. La Felicità Interna Lorda non si misura in PIL.
16. La tecnologia al servizio della vita, non del profitto. Le innovazioni tecnologiche devono liberare tempo per il valoro, non creare nuove forme di sfruttamento, sorveglianza o dipendenza digitale.
17. Ogni corpo può generare valoro. Le persone anziane, disabili, malate, bambine non sono “improduttive”: sono portatrici di sapere, cura, bellezza e memoria. Il valorismo abbraccia tutte le fasi della vita.
18. Intersezionalità come metodo. Non esiste oppressione semplice. Classe, genere, razza, sessualità, abilità si intrecciano. Qualsiasi lotta che ignori questa complessità riproduce le gerarchie che dice di combattere.
19. Creare comunità è il valoro più alto. Costruire spazi sicuri, inclusivi, conflittuali e vitali — dove le persone possano essere se stesse senza performare — è l’atto politico più potente della nostra epoca.
20. Non aspettiamo il futuro: il valoro si pratica adesso. Non deleghiamo la trasformazione a uno Stato, a un partito, a una tecnologia salvifica. Iniziamo oggi: con una cura offerta, un confine rispettato, una terra seminata, una storia condivisa.
Il valoro non è ciò che produci. È ciò che sei, ciò che dai, ciò che intrecci con gli altri esseri viventi in questo tempo breve e prezioso.